http://www.icedtears.com/musica/metal_cd_i_will_find_you


Gianni Della Cioppa



Recensito da AngelDevil per www.cathouse.it


Still in my dreams - Filippo Martin - 2007 - Crotalo Ed. Musicali/New LM Records

Still in my dreams si tratta dell'ultimo lavoro di Filippo Martin, pubblicato da Crotalo ,e prodotto da Luigi Mazzesi e lo stesso Filippo. Si tratta di un disco di musica strumentale, di 40 minuti piú o meno, distribuito in un package spartano ma funzionale. È un lavoro fruibile dalla maggior parte degli ascoltatori, anche se ovviamente come ci si puó immaginare, puó trovare rifugio sicuro nelle collezioni di dischi di appassionati di musica strumentale piuttosto che di altri.
Non sono richiesti piú di due ascolti per poter comprendere e assimilare le melodie delle canzoni che ora presentiamo sommariamente.

Recensito da Simone Contin per Chitarristiontheweb.it


Still in my dreams - Filippo Martin - 2007 - Crotalo Ed. Musicali/New LM Records

Da Giovanni Unterbergher (fondatore Lizard Accademie)

Giovanni Unterberger


"Still in my dreams" è l'ultimo lavoro (prodotto dalla Crotalo edizioni musicali, si può acquistare su www.crotalo.com), frutto di importanti collaborazioni musicali, ma anche di forti esperienze personali, come quella che Martin ha potuto vivere negli ultimi mesi del 2006, accompagnando il coro del "Centro salute mentale" di Piove di Sacco.


 

http://www.truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=4044


The Other Side

Filippo Martin
2005, Autoprodotto
Hard Rock


La sfida più ardua per un giovane chitarrista è spesso quella di riuscire a coniugare una tecnica tutta ancora da dimostrare con un gusto nelle composizioni che sappia catturare e trattenere saldamente l'attenzione dell'ascoltatore. Una sfida che Filippo Martin pare in grado di vincere, asservendo la tecnica alla musica, senza farsi prendere dalla fretta di esibire in un sol colpo tutto il proprio repertorio ma dilazionandolo in maniera ponderata lungo i quattro brani che compongono questo The Other Side. Un demo professionale, registrato e prodotto dallo stesso chitarrista, che ne mette in luce tanto la padronanza dello strumento quanto una certa maturità da compositore.
I quindici minuti di durata del cd dimostrativo sono ripartiti equamente tra quattro brani ben distinti tra loro e piuttosto vari al loro interno per quanto omogenei dal punto di vista dello stile. Uno stile quello di Filippo Martin che pare indubbiamente figlio dei più celebri capiscuola del virtuosismo: evidente l'influenza di Steve Vai, ma soprattutto quella di Satriani, soprattutto nel feeling e nell'approccio allo strumento. Tuttavia il giovane chitarrista mostra subito la sua volontà di prendere anche le distanze dai suoi maestri e di reinterpretarne la lezione secondo il proprio gusto. Tale intento traspare subito nell'ottima opener Ice Track, nella quale - oltre al pregevole contributo delle tastiere di Paolo Giantin - colpisce un piacevole e intelligente botta e risposta tra le chitarre dello stesso Martin e quelle di Nicola Balliana (axeman degli Stramonio). Il brano, oltre a risultare decisamente valido dal punto di vista degli arrangiamenti, mette in evidenza la perizia tecnica di Martin, abile nel costruire fraseggi elaborati ma scorrevoli senza puntare solo sulla velocità, riuscendo anzi a strappare ampi consensi in una canzone lenta e d'atmosfera come la pacata Pink Flower. Bene anche Sun Is Shining, traccia eccentrica e, manco a dirlo, solare, che scorre fluida per poco meno di quattro minuti su note calde e avvolgenti. L'ispirazione cala un po' nel finale, con una Hope coinvolgente solo a tratti, penalizzata da passaggi troppo ovattati e soprattutto da un motivo portante che non riesce a incidere a fondo come vorrebbe, stiracchiandosi su sonorità eccessivamente convulse e impastate.
Dal punto di vista della fruibilità musicale, il disco risente in modo determinante di una sezione ritmica sintetica debole e poco incisiva, che infiacchisce le composizioni privandole della verve che solo una mano umana potrebbe dare. Ma qui il focus va ristretto essenzialmente alle chitarre, e queste - dinamiche, versatili, tecniche ma dotate di un buon feeling - convincono appieno. I margini di miglioramento sono indubbiamente ancora ampi, ma senza dubbio il primo passo è stato fatto con il piede giusto.

Voto: 70/100

Recensito da Riccardo Angelini per TRUEMETAL.IT

 


www.musicsquare.it

 

FILIPPO MARTIN – “The other side”

(autoprodotto)

Si propone come chitarrista solista Filippo Martin, giovane musicista alle prese con la stesura e la ricerca di armonie complesse ma "da gustare" fino alla fine, intraprendendo un viaggio che va dagli album del primo Joe Satriani fino ai virtuosismi di Marcel Coenen e al "blues stile" di chitarristi storici come Slash per poi magari ricadere in ritmiche pulite effettate come quelle presenti nel secondo pezzo "Pink flower", sognante ballad ovviamente strumentale come tutto il resto dell'album.
Il fattore "preparazione tecnica" è dalla parte di Filippo Martin anche nell'arrangiamento e nell'esecuzione della seguente "Sun is shining", composizione più influenzata dal gusto blues-rock di tutto il lotto, influenza che comunque fa da padrone nella maggior parte degli assoli e melodie in genere suonate da Filippo.
Nel quarto pezzo presente, "Hope", la sperimentazione si fa sentire più che altrove, e vediamo il chitarrista imbastire un riff spagnoleggiante che si apre su una melodia molto effettata accompagnata da sporadici vibrafoni in sottofondo. Buone idee suportate anche dalla minuziosa programmazione del FruityLoops (un editor musicale & drum machine) che si prende il compito di suonare tutte le parti di batteria e basso in tutti i pezzi.
Mai fuori luogo né noiosi come spesso accade anche gli interventi di tastiera, suonate sia dallo stesso Martin che da Paolo Giantin, "guest musician" in questo lavoro.
Per la prossima prova su cd del chitarrista consiglio l'ingaggio di un batterista "umano" che possa dare più dinamica e corposità ai pezzi e di una buona dose ulteriore di carica ai pezzi, magari aumentando le ritmiche di chitarra, spesso sostituite dalle tastiere che compiono il proprio ben fatto ma inevitabilmente "magro" dovere, e forse dovrebbero essere più spesso supportate da una chitarra distorta che riempia il campo sonoro e trascini ancora di più l'ascoltatore dentro l'emozione che si cerca di esprimere.
Per quanto riguarda i suoni del cd, posso dire che, batteria e basso a parte che come ho detto andrebbero sostituiti da strumenti veri, alla chitarra il nostro Filippo non risparmia sperimentazioni nemmeno sulla ricerca di suoni particolari, che risultano ottimamente amalgamati con la struttura delle canzoni, così come anche i suoni di tastiera, forse questi ultimi poco incisivi.
Artwork ben curato e da segnalare anche la presenza dell'axeman degli STRAMONIO Nicola Balliana sul primo pezzo "Ice track", dove i due duettano sapientemente scambiandosi fraseggi mai esageratamente "celebrativi".

Voto: 7,5/10

Recensito da Ivan per MusicSquare

 


http://www.roxyteam.it/rassegne/03GliEmDiconoDegliEm/ArtFilippoMartin2.pdf